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Rotondella e il territorio della Siritide. |
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Definita il “balcone dello Jonio” per la sua felice posizione, era nota nell’antichità come Rutunda Maris. Al periodo Neolitico risalgono alcuni reperti archeologici venuti alla luce in una operazione di scavo sulla sommità di Piano Sollazzo mentre è documentata la presenza, sul territorio dell’attuale Rotondella, di complessi villaggi che rientravano nella sfera di influenza di Siris, e successivamente di Heraclea. E’ certa l’esistenza del villaggio di Trisaia (al centro della piana omonima) sino alla fine del XIV secolo ed in epoca anteriore del Monastero Basiliano di Santa Maria delle Lauree. Nel XVI secolo, nei pianori di Trisaia, si svilupparono i villaggi di Santa Laura e Santa Lucia, andati successivamente distrutti. Allo stesso periodo risale la presenza di una folta comunità albanese che si era trasferita in questa zona da Farneta, un piccolo borgo attiguo ad Oriolo, nel Cosentino. Attualmente nella stessa area si sta sviluppando il nuovo abitato di "Rotondella Due" con le attigue aree artigianali e commerciali. L’attuale centro urbano porta sedimentati vari momenti di crescita e si è sviluppato attorno ad un nucleo originario (palazzo baronale e Torre) edificato tra il 1515 ed il 1520. Un punto eccezionale di osservazione in epoca romana e tardo medievale; un luogo sicuro dal quale era possibile difendersi dalla malaria, dalle incursioni turche successivamente.
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In data 8 maggio 1996, il Presidente della Repubblica Italiana ha concesso, con proprio Decreto, lo stemma e il gonfalone al Comune di Rotondella. "Stemma: d'azzurro, al monte all'italiana di tre colli, di verde, fondato sulla pianura d'argento, fluttuosa di azzurro, esso monte accompagnato nel canton destro del capo dalla cometa d'argento, con cinque raggi e con la coda ondeggiante in banda incorporante il sesto raggio. Ornamenti esteriori da Comune." "Gonfalone: drappo di bianco, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto bianco, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento." Il Comune di Rotondella è situato nella parte meridionale della Lucania prospiciente il Mare Ionio, in un territorio a nord morfologicamente caratterizzato da pianure discendenti a gradonate verso la costa, intersecate da ampi letti torrentizi che giungono direttamente al mare, e a sud-ovest dallo sviluppo di catene montuose. Si trova in posizione quasi centrale rispetto ai limiti storico-geografici del vasto territorio della Siritide, ovvero quello dominato dall'antica Siri-Eraclea. Fin dal VII sec. a.C., le fonti storiche scritte a noi conosciute riguardanti la geografia calabro-lucana citano gli insediamenti abitativi della regione solamente con indicazioni approssimative. A partire dall'anno 1000, però, una notevole documentazione archivistica è in grado di fornire importanti testimonianze per la ricostruzione topografica e storica della regione. Nonostante ciò, la letteratura seguente dimostra ancora la scarsa attenzione degli umanisti per questa regione, e la inesattezza delle loro indicazioni cartografiche è l'indice evidente della mancanza di una diretta conoscenza del territorio. E' solo con lo sviluppo dei grandi studi geografici del Seicento e del Settecento che, finalmente, si potrà avere a disposizione una ricca cartografia di notevole precisione. Le ricerche archeologiche hanno permesso di integrare la precedente cartografia con l'esatta individuazione degli insediamenti più antichi, dei quali si era persa traccia con il passare dei secoli. |
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Siris. Siris era un'antica città della Magna Grecia, in Lucania, nata sulla foce del fiume Sinni, al confine tra il comune di Policoro e quello di Rotondella. Siris ebbe un territorio ricco e fertile, la Siritide, sul quale si stanziarono dapprima esuli troiani intorno al XII secolo a.C. e poi coloni provenienti da Colofone, città della Ionia (costa centro-occidentale dell'attuale Turchia), nel 680 a.C. circa. La città era ubicata nei pressi della foce del fiume Siris, l'attuale Sinni. La floridezza e la ricchezza della colonia, acquisite nel corso dei decenni, suscitarono "l'invidia", ma soprattutto la preoccupazione delle vicine città achee di Metapontum (attuale Metaponto), Sybaris (attuale Sibari) e Kroton (attuale Crotone) che vedevano espandersi il potere economico di una colonia ionia. Alleatesi, le tre città invasero la Siritide e sconfissero intorno al 580-575 a.C. Siris che decadde, continuando la sua esistenza sotto l'influenza di Sibari e Metaponto. Molti esuli si rifugiarono probabilmente sulla vicina altura di Pandosia (attuale Anglona) e sulle alture delle attuali Montalbano Jonico e Tursi. Un secolo e mezzo dopo la città divenne colonia congiunta di tarantini e thurioti, con il nome Heraclea. |
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