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Passeggiando tra le vie della città è possibile ammirare: Le “Lamie” di Bitonte. Le "Lamie" risalgono al 1600. Sono archi in pietra a volta sottostante il calpestio del palazzo di proprietà della famiglia Bitonte, da cui il nome. Palazzo Ielpo. Il palazzo Ielpo, costruito agli inizi del 900, è il più recente di Rotondella. Sorge dove prima vi era la farmacia di Benedetta Laguardia, figlia dello speziale Giambattista e moglie di Francesco Antonio Albisinni. Il palazzo, oggi disabitato, appartiene agli eredi Nicola (ex direttore della Zecca di Stato a Roma) e ai nipoti, figli di Vittoria e di Nino. |
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Presentazione del Comune |
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Palazzo Tucci - Cospito. I vari palazzi oggi esistenti furono costruiti dopo il 1770, quando a Rotondella si supera definitivamente la crisi del 1764, la produzione riprende il suo ritmo normale e la coltivazione della bambagia diventa molto redditizia. Nel 1772 fu costruito il palazzo Tucci, l’attuale palazzo Cospito, dal sacerdote don Domenico Antonio Tuccio e dal nipote, legale Francesco Antonio. Gaetano Tuccio sposò Cesarea, la figlia primogenita di Francesco Antonio Albisinni. Importante è il portale lavorato in pietra con lo stemma della famiglia. Palazzo Rondinelli. Il Palazzo, costruito alla fine del XVI sec. dalla famiglia Agnesi, è tuttora agibile. Nelle prossimità vi era una torre di difesa (la cosiddetta Torre del carcere) dotata di un ponte di legno che collegava le due strutture al fine di evitare gli attacchi dei Turchi. L'angolo estremo del Palazzo è abbellito dallo stemma di famiglia: due spade disposte a croce di S.Andrea con le punte rivolte verso il basso. Il palazzo originariamente si estendeva nella parte posteriore rispetto all'attuale ingresso, il quale era anticamente l'ingresso secondario; del palazzo, oggi in abbandono quasi totale, resta il portale monumentale dell'ingresso con lo stemma della famiglia Agnesi,dei Doria e l'aquila bicipite. Palazzo Albisinni Il Palazzo, edificato nel 1770, è in stile barocco con portali e finestre in pietra lavorata da scalpellini giunti da Rivello e da Padula. Il palazzo si compone di molte stanze disposte su due piani, in una di esse si trova la cappella di San Gaetano destinata alle cerimonie religiose. Termina con un ampio terrazzo da cui si può ammirare tutta la costa Jonica. La Chiesa di Santa Maria delle Grazie. La chiesa parrocchiale Santa Maria delle Grazie è stata costruita alla fine del 1500 ed aperta al pubblico nel 1587. Una chiesa inizialmente dalle dimensioni modeste che era costituita dalla sola navata centrale, più corta di quella attuale. Nei primi anni del 1600 fu completata con la costruzione delle cappelle laterali, finanziata da alcune famiglie rotondellesi. Sorse per opera del Cantore Don Geronimo Stigliano, dei suoi familiari e di tutti i cittadini di Rotondella. La chiesa fu ingrandita tra il 1750 e il 1755 perché insufficiente per la popolazione; il progetto fu redatto dall’architetto Domenico Faggiani. L’ampliamento consistette soprattutto nel portare avanti la facciata che in origine era allineata al campanile. Allora la popolazione la dotò di un organo e di un orologio situato in una piramide con cui finiva il campanile. l campanile fu ricostruito nel 1802 nella stessa forma, ma danneggiato dal terremoto del 1857 fu privato della piramide e dell’orologio. Nella chiesa avveniva la sepoltura dei cadaveri, nel 1832 risultò insufficiente a causa delle epidemie, per questo la sepoltura fu fatta nel convento fino alla costruzione del Camposanto, avvenuta all’ inizio del nostro secolo. La torre del carcere. La torre del carcere è ciò che rimane della torre di avvistamento, fatta costruire nel 1518 dal principe di Salerno, Ferrante Sanseverino. Intorno a questo forte fu costruito il palazzo baronale dove vivevano gli ufficiali del principe e intorno al quale si raccolsero i primi abitanti attratti dalla possibilità di ottenere un pezzo di terreno da coltivare. Del palazzo costruito dal Sanseverino rimane, nella sua integrità la torre del carcere, poiché il resto della costruzione è stato abbattuto e ricostruito nei primi anni del 900. I primi abitanti furono tre ufficiali che riscuotevano le fide e diffide dei pascoli delle difese di Rotunda e Trisaia. Dal principe di Salerno passò alla famiglia Agnese del Cardinale e poi al duca di Ielsi della famiglia Carrafa. È stata sede del carcere fino a pochi anni fa, all’inizio del 1800 fu trasferito al convento.Nel 1900 è stato carcere mandamentale, dove i detenuti scontavano le pene minori o gli ultimi mesi di detenzione.Il carcere era diviso in due parti, una destinata alle donne e un’altra per gli uomini e poi una parte per il custode. Ci sono stati detenuti appartenenti alla mafia locale, alla mafia siciliana e molti altri. L’ultimo detenuto, di Stigliano, vi è stato nel 1997. Recentemente restaurata, è ora adibita a biblioteca comunale ed archivio storico,ed è possibile ammirare dalla cima della torre uno splendido panorama,con visione a 180° della costa ionica. |
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