Definita il balcone dello Jonio per la sua felice posizione, era nota
nell'antichità come Rutunda Maris. Al periodo Neolitico risalgono alcuni reperti
archeologici venuti alla luce in una operazione di scavo sulla sommità di Piano
Sollazzo mentre è documentata la presenza, sul territorio dell'attuale
Rotondella, di complessi villaggi che rientravano nella sfera di influenza di
Siris, e successivamente di Heraclea. E' certa l'esistenza del villaggio di
Trisaia (al centro della piana omonima) sino alla fine del XIV secolo ed in
epoca anteriore del Monastero Basiliano di Santa Maria delle Lauree. Nel XVI
secolo, nei pianori di Trisaia, si svilupparono i villaggi di Santa Laura e
Santa Lucia, andati successivamente distrutti. Allo stesso periodo risale la
presenza di una folta comunità albanese che si era trasferita in questa zona da
Farneta, un piccolo borgo attiguo ad Oriolo, nel Cosentino.
Attualmente nella stessa area si sta sviluppando il nuovo abitato di "Rotondella
Due" con le attigue aree artigianali e commerciali. L'attuale centro urbano
porta sedimentati vari momenti di crescita e si è sviluppato attorno ad un
nucleo originario (palazzo baronale e Torre) edificato tra il 1515 ed il 1520.
Un punto eccezionale di osservazione in epoca romana e tardo medievale; un luogo
sicuro dal quale era possibile difendersi dalla malaria, dalle incursioni turche
successivamente.
Il Comune di Rotondella è situato nella parte meridionale della Lucania
prospiciente il Mare Ionio, in un territorio a nord morfologicamente
caratterizzato da pianure discendenti a gradonate verso la costa, intersecate da
ampi letti torrentizi che giungono direttamente al mare, e a sud-ovest dallo
sviluppo di catene montuose. Si trova in posizione quasi centrale rispetto ai
limiti storico-geografici del vasto territorio della Siritide, ovvero quello
dominato dall'antica Siri-Eraclea.
Fin dal VII sec. a.C., le fonti storiche scritte a noi conosciute riguardanti la
geografia calabro-lucana citano gli insediamenti abitativi della regione
solamente con indicazioni approssimative. A partire dall'anno 1000, però, una
notevole documentazione archivistica è in grado di fornire importanti
testimonianze per la ricostruzione topografica e storica della regione.
Nonostante ciò, la letteratura seguente dimostra ancora la scarsa attenzione
degli umanisti per questa regione, e la inesattezza delle loro indicazioni
cartografiche è l'indice evidente della mancanza di una diretta conoscenza del
territorio.
E' solo con lo sviluppo dei grandi studi geografici del Seicento e del
Settecento che, finalmente, si potrà avere a disposizione una ricca cartografia
di notevole precisione. Le ricerche archeologiche hanno permesso di integrare la
precedente cartografia con l'esatta individuazione degli insediamenti più
antichi, dei quali si era persa traccia con il passare dei secoli.
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